Donne fantastiche

Mi è giunta voce che sabato prossimo, in quel di Roma, c’è di nuovo quel’evento sul romance su cui l’anno scorso si era spesa giustamente Natalia Aspesi tirandosi addosso gli strali delle fan di questo genere che nel 2019, in un Paese oltretutto dobbiamo abbiamo il record di donne che non lavorano come sessant’anni fa e in cui si giustificano i femminicidi perché colpa di lei perché voleva lasciarlo o perché l’ha respinto perché le piacevano le donne e non gli uomini, propaganda stereotipi ignobili di sottomissione e dipendenza affettiva.
Io continuo a preferire i genere del fantastico anche e soprattutto per le eroine che negli anni mi hanno proposto, ottimi modelli quando ero piccola che ho ritrovato da più grande dopo aver purtroppo conosciuto l’immaginario solito imposto alle donne, abbastanza da starci alla larga per sempre.
Parlerò di donne e fantastico il 24 novembre prossimo a Cuneo, parlo di donne e fantastico nel saggio su Once upon a time in uscita adesso presso Yume, ne parlo nel saggio che uscirà nei primi mesi del prossimo anno sulle donne nerd e otaku e tornerò sull’argomento nel libro su Game of thrones e in quello appunto su donne e fantastico di prossima scrittura.
Perché se c’è un genere e un immaginario che può aiutarci e ci aiuta è proprio quello fantastico. E no, non è pura evasione.